Scoperta nel trattamento del cancro al pancreas: l’anticorpo risveglia la risposta immunitaria

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Il cancro al pancreas rimane una delle forme più mortali della malattia, spesso diagnosticato tardi e rivelandosi resistente ai trattamenti esistenti. Ora, un team della Northwestern Medicine ha identificato una ragione fondamentale per cui questo cancro sfugge al sistema immunitario: i tumori si mascherano con un rivestimento a base di zucchero, nascondendosi efficacemente dalle cellule immunitarie. I ricercatori hanno sviluppato un anticorpo sperimentale che rimuove questo travestimento, consentendo alle difese dell’organismo di riconoscere e attaccare il cancro.

Il meccanismo di evasione immunitaria

Per anni, gli scienziati hanno lottato per capire perché le immunoterapie – trattamenti progettati per sfruttare il sistema immunitario – falliscono così spesso nel cancro del pancreas. Questa nuova ricerca rivela che i tumori sfruttano un meccanismo di difesa naturale utilizzato dalle cellule sane. Le cellule sane mostrano uno zucchero chiamato acido sialico, segnalando al sistema immunitario di non attaccare. Le cellule tumorali del pancreas imitano questo segnale, rivestendosi dello stesso zucchero e inducendo le cellule immunitarie a ignorarle.

“In breve, il tumore si ricopre di zucchero – una classica mossa da lupo travestito da pecora – per sfuggire alla sorveglianza immunitaria”, spiega l’autore senior dello studio Mohamed Abdel-Mohsen.

Questo travestimento ricoperto di zucchero si lega a un recettore sulle cellule immunitarie, chiamato Siglec-10, che invia un segnale di “rimanere giù”, prevenendo una risposta immunitaria. Il team ha identificato questo meccanismo dopo sei anni di lavoro, dimostrando che bloccandolo con un anticorpo monoclonale è possibile ripristinare l’attività immunitaria.

L’anticorpo ripristina la funzione immunitaria nei topi

Studi preclinici sui topi hanno dimostrato che l’anticorpo sperimentale ha bloccato con successo l’inganno a base di zucchero. Le cellule immunitarie, una volta soppresse, hanno iniziato ad attaccare le cellule tumorali, rallentando significativamente la crescita del tumore. Il processo ha richiesto test approfonditi: migliaia di anticorpi candidati sono stati selezionati prima di identificarne uno che neutralizzasse efficacemente il travestimento del tumore.

“Vederlo funzionare è stato un grande passo avanti”, afferma Abdel-Mohsen.

Preparazione per la sperimentazione umana

I ricercatori stanno ora perfezionando l’anticorpo per l’uso negli esseri umani, preparandosi per gli studi iniziali sulla sicurezza e sul dosaggio. Stanno anche esplorando come combinarlo con la chemioterapia e altre immunoterapie per ottenere risultati più aggressivi.

“Esiste una forte motivazione scientifica per ritenere che la terapia di combinazione ci consentirà di raggiungere il nostro obiettivo finale: una remissione completa”, afferma Abdel-Mohsen. “Non vogliamo solo una riduzione del tumore del 40% o un rallentamento. Vogliamo rimuovere del tutto il cancro.”

Oltre agli studi clinici, il team sta sviluppando un test diagnostico per identificare i pazienti i cui tumori si basano su questa strategia di evasione a base di zucchero, consentendo un trattamento più mirato. Se i progressi continueranno come previsto, il trattamento potrebbe essere disponibile per i pazienti entro cinque anni.

Implicazioni più ampie per il cancro e l’immunologia

Questa svolta va oltre il cancro al pancreas. I ricercatori stanno studiando se lo stesso trucco del rivestimento di zucchero viene utilizzato per altri tumori difficili da trattare, come il glioblastoma, e se svolge un ruolo nelle malattie non cancerose in cui si verifica l’inganno immunitario. Lo studio contribuisce al campo in crescita della glicoimmunologia, che esplora il modo in cui gli zuccheri influenzano le risposte immunitarie.

Le implicazioni di questi risultati potrebbero eventualmente estendersi oltre il trattamento del cancro, portando potenzialmente a nuove terapie per le malattie infettive e le condizioni legate all’età.

Questa ricerca rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione e nella lotta al cancro del pancreas, offrendo un nuovo approccio per risvegliare il sistema immunitario contro una delle forme più letali della malattia.