L’amministrazione Trump sta attraversando una rapida trasformazione del sistema giudiziario federale sull’immigrazione, sostituendo i funzionari già esistenti con nuovi incaricati, il cui background e le cui opinioni personali suggeriscono uno spostamento verso un approccio giudiziario più restrittivo.
Da quando il presidente Trump è entrato in carica, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha rimodellato in modo aggressivo il suo collegio, licenziando oltre 100 giudici sull’immigrazione e nominandone più di 140 nuovi. Questo turnover fa parte di uno sforzo strategico più ampio per allineare la magistratura con l’agenda di deportazioni di massa dell’amministrazione.
Un cambiamento nella competenza e nel background giudiziario
Una recente indagine del The Washington Post rivela una tendenza significativa per quanto riguarda le qualifiche di questi nuovi incaricati. Secondo un sondaggio tra i giudici neoassunti:
– Due terzi non hanno indicato alcuna esperienza precedente in diritto dell’immigrazione nelle loro biografie professionali.
– Più di tre quarti non avevano mai lavorato in precedenza per il DOJ, l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), o il sistema giudiziario per l’immigrazione.
Questa mancanza di esperienza specializzata solleva dubbi sull’efficienza e sull’accuratezza giuridica dei tribunali, in particolare mentre l’amministrazione si muove per attuare politiche di controllo più aggressive.
Profili dei nuovi incaricati
Il rapporto evidenzia diverse nomine specifiche che hanno attirato l’attenzione a causa delle loro precedenti attività politiche e delle controverse dichiarazioni pubbliche:
Melissa Isaak
Nominato giudice ad interim ad Atlanta, Isaak in precedenza gestiva uno studio legale dedicato esclusivamente ai diritti degli uomini nel diritto di famiglia. La sua retorica pubblica ha incluso opinioni molto controverse riguardo alle donne e alla violenza domestica. In particolare, ha precedentemente difeso individui accusati di aver partecipato alla rivolta del Campidoglio del 6 gennaio e ha rappresentato figure politiche di alto profilo associate ad accuse di cattiva condotta sessuale.
Nathan Hansen
Incaricato di supervisionare i casi in Minnesota, Hansen ha una storia di sostegno a teorie del complotto ampiamente sfatate sui social media, tra cui “Pizzagate” e “birtherismo”. I suoi passati commenti pubblici hanno anche mostrato un forte allineamento con le agenzie di controllo, chiedendo in particolare come i cittadini potrebbero assistere l’ICE nelle sue operazioni.
Carey Holliday
Ex giudice per l’immigrazione, il ritorno di Holliday in panchina arriva dopo un precedente mandato segnato da controversie giudiziarie. Nel 2010, una corte d’appello federale ha annullato una delle sue decisioni, stabilendo che si era basato su “stereotipi inammissibili” negando asilo a un uomo perché non “sembrava essere apertamente gay”.
Barriere sistematiche all’asilo
La ristrutturazione del sistema giudiziario si sta verificando insieme a una serie di cambiamenti politici volti a rendere il processo di immigrazione più difficile per i richiedenti:
- Limitare le udienze per le cauzioni: La commissione d’appello per l’immigrazione del Dipartimento di Giustizia ha ordinato ai giudici di limitare le udienze per le cauzioni, il che spesso lascia i detenuti in detenzione mentre i loro casi procedono.
- Licenziamenti tecnici: Una recente nota dell’Ufficio esecutivo per la revisione dell’immigrazione ordina ai giudici di archiviare i casi di asilo che contengono errori tecnici anche minori senza concedere un’udienza.
- Tasso di rifiuto in aumento: Questi fattori combinati hanno avuto un impatto misurabile; i dati mostrano che i respingimenti all’asilo sono raddoppiati tra il 2024 e il 2025.
Per facilitare questa transizione, il Dipartimento di Giustizia sta reclutando attivamente per questi ruoli – a volte definiti internamente come “giudici di deportazione” – offrendo stipendi fino a 207.500 dollari e significativi bonus alla firma in alcune regioni.
Il rapido ricambio dei giudici e l’implementazione di norme procedurali più rigorose suggeriscono un cambiamento fondamentale nello scopo dei tribunali per l’immigrazione: passare da un organo giudicante incentrato sul merito legale a uno fortemente orientato a facilitare gli allontanamenti.
Conclusione
Dando priorità all’allineamento ideologico e all’applicazione aggressiva rispetto all’esperienza legale specializzata, l’amministrazione sta alterando radicalmente il panorama della legge statunitense sull’immigrazione. Questo cambiamento si traduce in tassi di rifiuto più elevati e ostacoli più severi per coloro che richiedono asilo.


























